Più sport per tutti, ma meno agonismo

 Purtroppo ai giorni nostri lo sport ha perso la sua connotazione di compagno di vita per la salute e la forza fisica, ed è diventato show business. Per arrivare primi, gli atleti farebbero di tutto. Doping, rinuncia a tutto, quello che era inizialmente un divertimento è diventato una condanna: la condanna a essere i migliori o scomparire. È brutto che sia così. Milioni di persone che guardano intontite dalla birra le competizioni in TV ma che non hanno mai mosso un muscolo in vita loro, e pochi individui che sentono questa pressione addosso.

Poi ci sono quelli che lo sport lo vedono come una benedizione. La fonte dell'eterna (o lunga) giovinezza. 

Certo, costa fatica. Ma garantisco che guardarsi allo specchio tutti i giorni della propria vita e non piacersi, senza far nulla per migliorare, quello è un prezzo che non voglio pagare. Inflaccidirmi, lasciare che il tempo mi tolga le forze, lasciare che il mio corpo vada allo sfacelo senza opporre alcuna resistenza, no, non fa per me. 

La mia crociata, il mio scopo nella vita, credo sia proprio questo: dimostrare che siamo di più di quello che pensiamo, e che basta un po' di sforzo per migliorare, giorno dopo giorno. Il corpo si adatta, e quello che inizialmente sembrava impossibile, diventa difficile, poi agevole ed infine facile, ed è possibile alzare il livello, poco alla volta, mantenendo un costante sforzo ma senza esagerare.

Oggi è la seconda volta che faccio le trazioni ad arciere, e già mi sembra più facile rispetto alla prima. Ottimo segno, il corpo si sta adattando. 

Uscire poco alla volta dalla propria zona comfort permette di ampliarla, e nel giro di giorni, settimane, mesi, si riescono a fare cose che le persone comuni possono solo sognarsi. 

Il segreto è la costanza.

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